LaCuky Mammeconstile’s diary

AMARSI…ABBASTANZA

Amarsi...abbastanza con logo
Nello stile di mammeconstile

Quante relazioni insoddisfacenti continuiamo a nutrire, a mantenere?

Quanti no vorremmo dire e non riusciamo a dirli?

Quante volte vorremmo fare qualcosa per noi stesse, ma all’ultimo rinunciamo perchè nostro marito o il nostro compagno non vuole o perchè i nostri bambini per qualche ora o per una sera non possono fare a meno di noi?

Siamo davvero sicure di essere così indispensabili?

Una cosa è certa: noi siamo indispensabili per noi stesse e abbiamo il diritto/dovere di essere presenti e lucide nei nostri confonti.

Non sono così certa che ci abbiano insegnato a prenderci cura di noi stesse. I doveri, quelli invece ce li hanno insegnati.

Ci hanno incoraggiato ad essere buone mogli, madri perfette, lavoratrici disponibili e donne impeccabili esteticamente.

La società ci vuole rispettose verso il nostro uomo, a volte sacrificando lo stesso valore per noi stesse e per le nostre esigenze, spiegandoci che così è giusto.

La società ci vuole vedere mamme quando lo dice lei e, una volta diventate tali, ci lega solo ad un’immagine fortemente vincolata a cambi di pannolini, a pappette e autosvezzamenti. Sappiamo che la maternità non è solo questo.

La società ci ha insegnato che andare dall’estetista o dalla parrucchiera è una perdita di tempo e che questo tempo deve essere dedicato a qualcun altro, sempre.

Ci hanno sempre insegnato che la sera, una mamma non deve uscire senza il proprio bambino, per un aperitivo, per una cena, anche perchè la prima domanda che generalmente le persone fanno non è: “Come stai?”, ma “Dov’è il tuo bambino?”. La domanda è apparentemente innocua, ma potrebbe innescare i famosi sensi di colpa.

La società ci vuole lavoratrici e alcune volte ci vuole vedere svolgere un lavoro che odiamo e ci impone di accettarlo come se fosse l’unica alternativa al mondo, perché per avere un lavoro è un privilegio (non era un diritto?). Ci hanno insegnato a non scegliere e ad accettare passivamente quello che ci arriva e che non ci rende neanche lontanamente felici. Ci hanno inoltre insegnato a guardare male chi invece ci sta provando a cambiare la propria realtà, perchè ci mette in contatto con i nostri limiti.

Ci hanno imposto canoni di bellezza lontani anni luce dalla nostra realtà, modelli che proviamo ad emulare, ma non ci riusciamo e sapete perchè? Perchè non esistono, semplicemente.

Ci hanno chiesto di essere perfette per gli altri, chiedendoci di dimenticarci di noi stesse.

Siamo così sicure che se ci assentassimo da casa per un paio d’ore, le mura crollerebbero? Se a papà verrà una crisi isterica, insomma, si arrangerà pure. Dopotutto l’abbiamo scelto noi il padre dei nostri figli, possiamo anche imparare a fidarci di lui.

Siamo così sicure di doverci inventare sempre mille scuse per dire di no? Siamo sicure che dire la verità non sia meglio? Siamo così sicure di dover stare dentro a relazioni che ormai ci fanno solo male o che ci danno noia? Siamo coì sicure di avere ancora qualcosa da dire a quella determinata persona?

Siamo sicure di essere così indispensabili per tutti, tranne che per noi stesse?

Tra qualche giorno sarà l’8 marzo, la nostra festa.

Facciamocelo un piccolo regalo, a prescindere dalla classica mimosa dei nostri compagni o mariti, a prescindere dai nostri bimbi, dalle amiche, dalla famiglia. Ritagliamoci un’oretta per noi stesse, per fare quella cosa che desideriamo fare da tempo.

In quell’ora ci accorgeremo che il mondo va avanti lo stesso e noi…beh, noi ci sentiremo più libere e avremo imparato ad amarci…abbastanza.

Mica male no?

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